Pubblicato il 16 Maggio 2008, Venerdì di illuminato
MOSCA - Si chiude con un bilancio di due donne morte l’avventura di una setta che si era chiusa in una grotta della regione di Pensa (Russia centrale), convinta che la fine del mondo sarebbe arrivata a fine maggio. I sanitari hanno chiesto di entrare per portare via i due cadaveri - una anziana era morta di cancro, l’altra probabilmente per consunzione - e hanno poi chiesto agli altri di seguirli fuori.
Nessuno ha opposto resistenza, secondo quanto ha riferito la polizia all’agenzia Itar-Tass. Il grosso del gruppo, inizialmente 35 persone fra cui quattro bambini, era già uscito all’inizio della primavera in seguito a un crollo dovuto alle inondazioni del disgelo. In tutto 24 persone, fra cui i bambini. Il leader del gruppo, Piotr Kusnetzov, era uscito con loro, e si trova in ospedale a causa di misteriose ferite alla testa. Secondo gli inquirenti, avrebbe tentato di suicidarsi battendosi la testa con un pezzo di legno perché la fine del mondo non era arrivata.
SDA-ATS
Fonte: SwissInfo
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Postato in: Russia | Contrassegnato da tag: bunker, fine del mondo, Pjotr Kuznetsov, sette, Vera chiesa ortodossa | Non ci sono Commenti »
Pubblicato il 16 Maggio 2008, Venerdì di illuminato
E su tutti i punti che richiedevano sapienza e intelletto, e sui quali il re li interrogasse, il re li trovava dieci volte superiori a tutti i magi ed astrologi ch’erano in tutto il suo regno.

Postato in: Versetto del giorno | Non ci sono Commenti »
Pubblicato il 15 Maggio 2008, Giovedì di illuminato
Pubblicato il 15 Maggio 2008, Giovedì di illuminato
Pubblicato il 15 Maggio 2008, Giovedì di illuminato
Miei cari fratelli nella fede in tutto il mondo, ecco il racconto dell’umiliazione, dell’ingiustizia e della persecuzione che subiscono i vostri fratelli in Algeria quotidianamente, da parte della società ma in modo particolare da parte dei servizi di sicurezza e dallo Stato. L’ultima in data venerdì 9 maggio 2008 dopo la nostra uscita dal culto del venerdì, che noi facciamo di nascosto, per paura, presso un fratello nella città di Tiaret. Siamo quindi sorpresi dal nostro arresto in piena strada da parte delle forze di sicurezza vestite in borghese. Queste persone ci hanno portato via uno ad uno come dei criminali, essendo la fede in Cristo il nostro unico reato che diventa un crimine pericoloso in Algeria.

Fratelli miei, io non descriverò l’umiliazione che abbiamo subito da parte di questi agenti quando ci hanno condotto al Commissariato Centrale della città. Una volta arrivati ci hanno perquisito uno ad uno insultandoci, trattandoci come dei rinnegati: quelli che hanno rinnegato la loro religione per seguire quella dell’Occidente. Ci hanno detto che siamo i complici e le spie degli israeliani, e che quindi noi meritiamo di essere sgozzati senza pietà: aggressioni violente ed inumane. E’ normale arrestare una persona solo per la sua fede, in un paese che dice di essere democratico e rispettoso dei diritti dell’uomo e delle libertà individuali? Oltre a tutto ciò, gli agenti ci hanno tenuto tutta la notte del venerdì in una cella in condizioni più che pietose ed indescrivibili, senza darci la possibilità di telefonare ai nostri parenti e alle nostre famiglie. Ci hanno presentato il giorno dopo al Procuratore della Repubblica del tribunale di Tiaret, per farci delle domande umilianti e più che imbarazzanti: per esempio, “perché avete lasciato la religione dei vostri antenati? Per soldi?, e “a che prezzo vi hanno comprato?”. Alla fine ci hanno rilasciato con ordine di comparire in processo il 27 maggio 2008 per un’accusa più che assurda: “Distribuzione di documenti e libri al fine di destabilizzare la fede dei musulmani”. Qui sotto la copia dell’ordine di comparizione al processo.

Fratelli miei, ho scritto questo affinché voi siate informati della situazione. Abbiamo bisogno del vostro sostegno in questi momenti difficili […]
Fraternamente, Djillali.
Fonte: Collectif Algerie
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Postato in: Algeria, Cristianesimo, Intercessione, Persecuzione | Contrassegnato da tag: cristiani, evangelici, Tiaret | Non ci sono Commenti »
Pubblicato il 15 Maggio 2008, Giovedì di illuminato
Nella capitale ci sarebbero 18 comunità che operano senza permesso e che le autorità comunali vorrebbero legalizzare. Tra le condizioni, che non rechino danno e non diano fastidio ai vicini e spieghino come si raccoglie il denaro e che uso se ne fa.
Manama – Le autorità municipali di Manama non hanno intenzione di chiudere le chiese non autorizzate della capitale del Bahrain, stanno anzi pensando di permettere loro di agire legalmente. Una dichiarazione in tal senso è stata fatta dal capo del comitato tecnico del Consiglio municipale, Abdulmajeed Al Sebea’a. Nel dare la notizia, il Gulf Daily News precisa che le chiese dovranno aspettare la fine dell’anno per avere i nuovi permessi. Per allora infatti dovrebbe essere conclusa la procedura per legalizzare la situazione. I colloqui per la nuova regolamentazione sono infatti cominciati solo domenica tra il comitato di Al Sebea’a e rappresentanti del Ministero per lo sviluppo sociale e il governatorato.
Il quotidiano sostiene che in città ci sono 18 chiese non autorizzate, a fianco delle 12 legali. Il Bahrain è stato il primo Paese del Golfo a permettere, fin dal 1940, l’edificazione di edifici di culto per i numerosi cristiani, in maggior parte libanesi e indiani, che vi risiedono. I cattolici sono circa 150mila ed hanno una chiesa parrocchiale, dedicata al Sacro Cuore.
Le chiese “non autorizzate” sono quasi certamente tutte “chiese domestiche” organizzate da gruppi protestanti. Per ottenere la legalizzazione, però, dovranno sottostare ad alcuni accertamenti. In primo luogo dovranno avere una organizzazione e non recare danno o fastidio ai loro vicini. A parte il rispetto delle leggi esistenti, bisognerà anche vedere in che modo si procurano denaro, per essere certi che sia legale, e che uso se ne fa.
“Non vogliamo chiudere nessuna chiesa”, assicura Al Sebea’a. “Stiamo cercando - aggiunge – di aiutare i responsabili a rispondere alle formalità richieste”. “Stiamo cercando di risolvere i problemi di ognuna, ma a quelle che non ci riusciranno sarà purtroppo chiesto di chiudere”. In alcuni casi ci sono stati problemi con i residenti, “ma le cose stano cambiando e noi vogliamo che si realizzino rapporti di buon vicinato”.
Fonte: AsiaNews – riprodotto con autorizzazione
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Postato in: Bahrain, Uncategorized | Contrassegnato da tag: cristiani, evangelici, Protestanti | Non ci sono Commenti »
Pubblicato il 15 Maggio 2008, Giovedì di illuminato
Pubblicato il 15 Maggio 2008, Giovedì di illuminato
Ed essi, veduta la stella, si rallegrarono di grandissima allegrezza.
